L'incontro con l'analista (A.J. Miller)

L'incontro con l'analista (A.J. Miller)

A proposito della opportunità e dell'utilità, oggi, di un trattamento analitico si tratta "di sapere se l'incontro con un analista sarà utile o meno, farà più o meno bene. 
Evitiamo di fare una filosofia su questo bene o su questo male. L'incontro con un analista, nel suo insieme fa bene. E' che l'oggetto-psicoanalista è straordinariamente versatile, disponibile, multifunzionale, se posso dire così. In un caso allenta le identificazioni ideali, le cui esigenze assediano il soggetto. In un altro, in cui l'io è debole, preleva dai detti del soggetto qualcosa che consolidi un'organizzazione vivibile. Se il senso è bloccato, lo articola, lo fluidifica, lo introduce in una dialettica. Se il senso scorre senza arrestarsi a un qualunque significato sostanziale, dà dei punti di arresto, dei punti di capitone, come si dice, che daranno al soggetto un'armatura di sostegno. In breve se lo psicoanalista sa essere oggetto, sa non volere nulla a priori per il bene dell'altro, sa essere senza pregiudizi rispetto al buon uso che si può fare di lui, vede il registro delle controindicazioni assottigliarsi straordinariamente, al punto che la controindicazione si decide allora caso per caso. E' necessario per questo che abbia coltivato la sua docilità fino a saper prendere, in qualunque soggetto possa arrivare, il posto da cui può agire. E quale agire!" (J. A. Miller)

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