Dolore senza lacrime: l'alessitimia

Dolore senza lacrime: l'alessitimia

Accanto al dolore di esistere un'altra modalità di sofferenza altrettanto diffusa oggi è quella di "soffrire senza soffrire", vale a dire la tendenza ad arginare il dolore anastetizzandosi al dolore stesso, rendendosi indifferenti e incapaci di avvertirlo, congelandolo dentro e ad esso sordi, insensibili, incapaci anche di "leggere" emozioni e affetti non solo propri, ma anche dell'altro, come presi da una sorta di analfabetismo nei confronti di tutto ciò che può provenire da dentro. Solo che questa modalità così radicale di difendersi dal proprio dolore è una misura provvisoria e del tutto inefficace nel tempo, perché quel dolore che non si può riconoscere, avvertire, affrontare non scompare veramente e, soprattutto ritorna: ritorna nel Reale, nel corpo per esempio, sotto forma di sintomi somatici, o di malattie psicosomatiche. Addirittura molti tumori potrebbero avere una origine di questo tipo. Questa condizione di anestesia al proprio dolore e di "analfabetismo" emotivo è chiamata alessitimia.

Una delle funzioni della psicoanalisi di oggi è allora proprio quella di insegnare a saper "soffrire", ad affrontare quello che con va, a poter distinguere meglio tra ciò che dobbiamo poter elaborare e ciò che invece possiamo ignorare. Occore una rieducazione al dolore, per renderlo più sopportabile e meno nocivo.
 

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