La psicoterapia psicoanalitica

Per psicoterapia psicoanalitica si intende un particolare adattamento della psicoanalisi clinica a tutte quelle situazioni in cui non è possibile , o non è ancora il caso, di ricorrere ad un'analisi vera e propria.

La psicoanalisi, come viene detto nella sezione di questo sito ad essa dedicata, è una pratica clinica, una cura, che si propone di "lavorare" fondamentalmente sulle cause che sono alla radice della sofferenza psichica e dei suoi sintomi. La psicoanalisi si propone cioè, insieme al paziente, e a partire da tutto quello che egli può dire, dall'ascolto dunque, di raggiungere quei luoghi nascosti della mente in cui, possiamo dire, egli soffre, luoghi nascosti di cui non si è a conoscenza, e che sono stati riuniti da Freud sotto il nome di Inconscio.

E' nel nostro inconscio che riponiamo infatti, senza saperlo, ricordi, residui di esperienze trascorse, vissuti, affetti, e soprattutto i nostri desideri.

E' dunque nell'inconscio che ritroviamo l'insieme di tutto ciò che costituisce la nostra soggettività più vera, essendo il lato cosciente soltanto quella parte attraverso cui noi ci presentiamo, interagiamo, parliamo con gli altri, spesso "dimenticando" proprio quello che siamo nel nostro Inconscio.

L'inconscio è il nostro forziere, la cassaforte del nostro tesoro segreto, dove abbiamo man mano collocato gli aspetti che costituiscono la nostra parte più privata e più autenticamente nostra, della quale i nostri affetti e, soprattutto, i nostri desideri ne sono le componenti più vitali e pulsanti. 

Collochiamo nell'inconscio, rimuoviamo per meglio dire, ciò che di noi avvertiamo di non poter sempre esprimere come vorremmo, in quanto le esigenze del vivere sociale difficilmente ci permettono di poter liberamente esprimere tutto quanto noi siano e tutto quanto ci appartiene.

Siamo costretti dunque a rimuovere dalla coscienza parti e aspetti di noi, che possiamo pensare non facilmente presentabili.

Purtroppo però succede che, spesso, se rimuoviamo troppo, finiamo per soffrirne, in quanto, piuttosto che una liberazione, avvertiamo il sacrificio che imponiamo a noi stessi, alla nostra libertà di essere, in nome delle norme sociali e di ciò che gli altri si aspettano da noi, in quanto il desiderio di essere amati e riconosciuti dagli altri può essere ben più importante del desiderio di esprimerci liberamente.

Freud infatti diceva, proprio a questo proposito, che siamo spesso costretti  a barattare un po' della nostra libertà con la sicurezza del legame con gli altri e del loro amore. Rinunciamo alla nostra libertà per evitare il rischio, che temiamo molto, di poter rimanere soli.

La psicoanalisi può far molto, allora, per cercare di aiutare una persona che soffre per questo "eccesso di sacrifico di sé", per cercare cioè di portarla a trovare  modi diversi per stare comunque nella propria rete sociale senza sacrificare molto la propria soggettività, anzi per aiutarla a trovare addirittura delle forme più gratificanti di soddisfazione personale, insomma dei "compromessi" migliori, e più soddisfacenti tra il diritto a non rinunciare troppo alla libertà del proprio essere, e la esigenza di tener conto anche di ciò che gli altri si aspettano.

Se infatti non si riescono  a trovare vie migliori, talvolta questa sofferenza dovuta ad un sacrificio di sé eccessivo, in nome delle aspettative sociali, ugualmente sentite eccessive,  può causare sintomi anche molto limitativi e invalidanti, come per esempio attacchi di panico, o forti stati d'ansia, oppure disturbi ossessivi o fobie molto accentuate.

In questi casi può essere allora difficile iniziare subito una cura psicoanalitica -che si rivolge essenzialmente alle cause, più che ai sintomi-  se prima non si cerca di lavorare anche un po' sui sintomi, per trovare un modo meno sofferto di esprimere il proprio disagio.

La psicoterapia psicoanalitica serve proprio a questo: ad affrontare più direttamente il disagio per come esso si presenta, pur senza abbandonare però -e questo è importante in quanto la distingue da tutte le altre psicoterapie- la prospettiva di aprire anche al lavoro sulle cause

Si tratta dunque di una pratica degli inizi, che può precedere una eventuale analisi, oppure essere anche la terapia definitiva, quando ci si rende conto che può essere sufficiente.

In conclusione dunque, possiamo dire che la psicoterapia psicoanalitica non si differenzia molto dalla psicoanalisi, essendone un particolare adattamento a quei casi in cui, sia per le caratteristiche inerenti la persona, sia per il tipo di problematica presentata, sia per la presenza di particolari sintomi, può essere più opportuno ricorrervi in alternativa alla psicoanalisi vera e propria, ma con analoga efficacia di benefici e di risultati.

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