Disturbi della sessualità

Disturbi della sessualità

Analogamente al comportamento alimentare che non ha una finalità esclusivamente nutritiva, anche la sessualità non ha una finalità unicamente procreativa. Infatti, a differenza degli animali, negli esseri umani la sessualità, più che a fini procreativi, è messa al servizio della relazione amorosa, sia tra persone di sesso diverso, sia tra persone dello stesso sesso.

 

Alimentazione e sesso per quanto ci riguarda non sono più attività regolate solo e direttamente dagli istinti, come avviene negli animali, ma dai significati inconsci individuali e da tutta una serie di aspetti culturali e sociali appresi nel corso del tempo e tramandatisi tra generazioni, tant’è che ogni cultura, ogni organizzazione sociale ha il proprio modo di mangiare e di fare l’amore.

 

La sessualità umana è un potente mezzo che serve all’amore, ed è anche un mezzo per godere. Il sesso permette infatti anche l’abbassamento delle tensioni, la scarica delle pulsioni. L’orgasmo infatti è la scarica fisica e psichica di quei livelli di eccitazione che il desiderio sessuale ha mobilitato. Proprio per questo il sesso, in tutte le sue forme, può essere però utilizzato anche come modalità per difendersi da angosce e da ansie insopportabili e, come il comportamento alimentare, può assumere aspetti compulsivi, può diventare cioè eccessivo, irrefrenabile, fino a dipenderne, a non poterne fare a meno, a stare insomma male se non si “fa sesso”. Al contrario, in altri casi, il desiderio sessuale può anche diminuire fino a scomparire e portare all’astinenza sessuale, che è del tutto analoga all’anoressia.

 

La sessualità, insomma, può essere usata male: diventare una vera e propria ossessione finalizzata a se stessa, o subire, al contrario, degli arresti, delle inibizioni, fino a scomparire del tutto. In ogni caso, alla base vi possono essere problematiche del desiderio e delle pulsioni e tali da spingere ad un uso del sesso o come mezzo per placare tensioni, ansie, angosce, oppure come modo per cercare di colmare vuoti e sensazioni di perdita o di abbandono.

 

Ma il sesso è anche un modo per comunicare con il proprio partner, con l’altro e, come tutte le modalità di comunicazione, ha un suo codice, per cui sintomi per esempio come l’impotenza e l’eiaculazione precoce nell’uomo, oppure la frigidità e l’anorgasmia nella donna, più che essere -come erroneamente si crede manifestazioni di un disturbo dell’organo o della funzione in sé, rappresentano invece un modo per dire qualcosa all’altro o per manifestare eventuali paure inconsce nei confronti dell’intimità corporea, affettiva e sessuale con l’altro, nonostante -o paradossalmente proprio perché- l’altro attrae, piace o se ne è addirittura innamorati.

 

I disturbi della sessualità, tanto quelli compulsivi, quanto quelli inibitori o legati alla diminuzione del desiderio possono essere affrontati attraverso la psicoanalisi, che si è dimostrata particolarmente efficace proprio perché permette di comprenderne le ragioni profonde e di fare i conti con i significati inconsci che la sessualità umana assume per ciascuno di noi.

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